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title: "AI Act 2026: cosa cambia per eCommerce e retail?"
description: "Con l'AI Act utilizzare l'intelligenza artificiale può comportare nuovi obblighi.\nScopri cosa cambia per eCommerce con il Regolamento (UE) 2024/1689,"
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# AI Act 2026: cosa cambia per eCommerce e retail?

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[Matteo Rossini](https://blog.spedire.com/author/matteo-rossini)  29 settembre 2026

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L'intelligenza artificiale è già entrata nelle attività quotidiane di molti eCommerce, spesso senza essere percepita come una tecnologia particolarmente "straordinaria".

Con l'**AI Act**, però, utilizzare un sistema di intelligenza artificiale può comportare nuovi obblighi.

Il riferimento è il **Regolamento (UE) 2024/1689**, la normativa europea che introduce un quadro comune per lo sviluppo e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Il regolamento è entrato in vigore il 1° agosto 2024, ma la sua applicazione è stata distribuita nel tempo. Una delle date più importanti è il **2 agosto 2026**, quando diventa applicabile una parte molto ampia delle disposizioni previste.

Se hai un eCommerce, uno degli aspetti più importanti sarà capire **quali sistemi vengono utilizzati, per fare cosa e quale ruolo ricopre l'azienda**.

Vediamo cosa significa nella pratica.

## **Cos'è l'AI Act e perché riguarda anche eCommerce e retail**

L'AI Act è il primo quadro normativo europeo organico dedicato all'intelligenza artificiale. Il suo obiettivo è stabilire regole comuni per lo sviluppo, la commercializzazione e l'utilizzo dei sistemi AI nell'Unione europea.

Uno dei principi alla base del regolamento è che **non tutti gli utilizzi dell'intelligenza artificiale presentano gli stessi rischi**.

Un algoritmo utilizzato per prevedere quante unità di un prodotto serviranno il mese successivo, ad esempio, non ha lo stesso impatto di un sistema che valuta automaticamente i candidati per un posto di lavoro.

Per questo l'AI Act distingue tra pratiche vietate, sistemi ad alto rischio, sistemi soggetti a specifici obblighi di trasparenza e altri utilizzi per i quali il quadro normativo è meno stringente.

## **Quali eCommerce sono interessati dall'AI Act?**

Non esiste una categoria separata chiamata "eCommerce" all'interno dell'AI Act. Quello che conta è **come viene utilizzata l'intelligenza artificiale e quale ruolo assume l'azienda rispetto al sistema**.

Per molte attività commerciali, uno dei ruoli più rilevanti è quello di **deployer**, cioè il soggetto che utilizza un sistema AI sotto la propria autorità nell'ambito della propria attività professionale.

È il caso, per esempio, di un'azienda che adotta una soluzione AI sviluppata da un fornitore esterno e la utilizza nei propri processi.

La situazione può essere diversa quando l'azienda sviluppa un proprio sistema di intelligenza artificiale o lo immette sul mercato con il proprio nome o marchio. In questi casi può assumere il ruolo di **provider**, con obblighi differenti.

## **Dove viene utilizzata l'AI negli eCommerce**

L'intelligenza artificiale può comparire in molti più punti del customer journey di quanto sembri.

### **Chatbot e assistenza clienti**

Uno degli esempi più evidenti sono i chatbot che rispondono alle domande dei clienti, suggeriscono prodotti o forniscono informazioni su ordini e consegne.

Nel post-acquisto, ad esempio, l'automazione può essere utilizzata anche per rispondere alle continue richieste sullo stato della consegna. Sul blog abbiamo già approfondito il problema dei[ticket WISMO e delle richieste "Dov'è il mio ordine?"](https://blog.spedire.com/ticket-wismo-dov-e-mio-ordine).

Quando l'utente interagisce direttamente con un sistema AI, però, ci sono anche gli obblighi di trasparenza previsti dal regolamento a cui ottemperare.

### **Raccomandazioni e personalizzazione**

Molti negozi online utilizzano algoritmi per ordinare i risultati di ricerca, suggerire articoli complementari o mostrare prodotti sulla base del comportamento dell'utente.

Sono funzioni ormai comuni nelle moderne[piattaforme e app per eCommerce](https://blog.spedire.com/app-e-commerce-e-piattaforme), ma l'utilizzo dell'AI non elimina gli altri obblighi normativi eventualmente applicabili, a partire da quelli relativi alla protezione dei dati personali.

### **Marketing e produzione dei contenuti**

L'AI generativa viene utilizzata per scrivere descrizioni prodotto, preparare email, creare immagini, tradurre contenuti e produrre varianti di annunci pubblicitari.

Facciamo una precisazione, per evitare una semplificazione frequente: **l'AI Act non impone genericamente di applicare un'etichetta a qualsiasi testo creato con ChatGPT o con un altro strumento generativo**.

Gli obblighi di trasparenza previsti dal regolamento riguardano situazioni specifiche e vanno valutati in funzione del tipo di contenuto e del sistema utilizzato.

### **Previsioni della domanda e gestione del magazzino**

L'AI può essere utilizzata anche dietro le quinte, ad esempio per previsione della domanda, riordino delle merci, distribuzione delle scorte e analisi delle vendite.

Per un retailer, previsioni più accurate possono aiutare a evitare sia eccedenze sia[rotture di stock](https://blog.spedire.com/rottura-di-stock). Il punto, ai fini dell'AI Act, resta capire quale sistema viene utilizzato e quale funzione svolge.

### **Logistica e fulfillment**

Previsioni, ottimizzazione dei processi e automazione possono riguardare anche la preparazione e la gestione degli ordini.

In questo caso l'intelligenza artificiale si inserisce in processi che possono essere già automatizzati attraverso software di[warehouse management](https://blog.spedire.com/warehouse-management), sistemi per il[fulfillment degli ordini](https://blog.spedire.com/fulfillment-degli-ordini) e piattaforme dedicate all'[automazione delle spedizioni](https://blog.spedire.com/automazione-delle-spedizioni).

### **Gestione del personale**

Una nota a parte riguarda la gestione del personale, essendo uno dei settori “sensibili” all’AI Act.

L'AI può essere utilizzata per filtrare candidature, valutare candidati, monitorare prestazioni o supportare decisioni relative ai lavoratori. Alcuni sistemi destinati all'occupazione e alla gestione dei lavoratori rientrano tra gli utilizzi classificati dall'AI Act come **ad alto rischio**.

Se sei un retailer con molti dipendenti, quindi, lo strumento AI utilizzato dall'HR può avere implicazioni normative molto diverse rispetto a quello che genera le descrizioni dei prodotti.

## **Chatbot: bisogna dire al cliente che sta parlando con un'AI?**

In determinate circostanze, sì.

L'AI Act prevede **obblighi di trasparenza per alcuni sistemi progettati per interagire direttamente con le persone.** Di fatto, chi utilizza il sistema deve poter capire di trovarsi davanti a un'intelligenza artificiale, salvo che questo risulti già evidente dalle circostanze.

Per un eCommerce il caso più intuitivo è quello dell'assistente virtuale utilizzato nel customer care. Se il customer care è costituito da un’AI, la legge prevede che l’utente ne sia informato in modo comprensibile.

## **Contenuti generati dall'AI: devono essere sempre dichiarati?**

La risposta breve a questa domanda è: dipende. Il regolamento contiene specifici obblighi relativi a determinati contenuti generati o manipolati artificialmente e ai sistemi che li producono. Particolare attenzione è riservata, per esempio, ai **deepfake** e ad alcune tipologie di contenuti sintetici.

Questo, però, non equivale a dire che ogni descrizione prodotto, email o testo del sito realizzato con l'aiuto dell'AI debba riportare automaticamente la dicitura "generato con intelligenza artificiale".

Tutto sta nel valutare **che tipo di contenuto è stato prodotto, come viene utilizzato e quale disposizione del regolamento trova applicazione**.

![](https://blog.spedire.com/hs-fs/hubfs/undefined-1.jpeg?width=1536&height=1024&name=undefined-1.jpeg)

## **AI literacy: l'adeguamento passa anche dalle persone**

C'è poi un aspetto meno tecnologico, ma particolarmente concreto: **chi utilizza strumenti AI deve sapere che cosa sta utilizzando**.

L'AI Act introduce il concetto di **AI literacy**, legato alla necessità di garantire un livello adeguato di competenze nelle persone che operano con sistemi di intelligenza artificiale.

Ciò vuol dire che dovrai mettere le persone nelle condizioni di capire **come utilizzare gli strumenti, quali sono i loro limiti e quali rischi possono derivare da un uso scorretto**.

Entrando nel concreto, chi utilizza un sistema generativo per rispondere ai clienti, ad esempio, dovrebbe sapere che l'output può contenere informazioni inesatte. Chi utilizza l'AI per analizzare dati o prendere decisioni dovrebbe conoscere i limiti dello strumento e sapere quando è necessario un controllo umano.

## **Come preparare il tuo eCommerce all'AI Act**

Prima di pensare a nuove policy o acquistare software dedicati alla compliance, conviene capire che cosa sta già succedendo all'interno dell'azienda.

### **1. Fai un inventario degli strumenti AI**

Parti dai sistemi utilizzati realmente nei diversi reparti.

Non limitarti agli strumenti che riportano "AI" nel nome. L'intelligenza artificiale può essere integrata nel CRM, nella piattaforma eCommerce, negli strumenti pubblicitari, nel customer care, nei software HR, nei sistemi di analisi o nelle soluzioni utilizzate in magazzino.

### **2. Scrivi a cosa serve ogni strumento**

Sapere che l'azienda utilizza ChatGPT, un chatbot o un determinato software non è sufficiente.

Annota **chi lo utilizza, per quale attività, quali dati riceve e che cosa produce**. È molto più utile sapere che un sistema viene impiegato per filtrare candidature o rispondere automaticamente ai clienti che conoscere semplicemente il nome del fornitore.

### **3. Individua il ruolo dell'azienda**

Per ciascun sistema verifica se l'azienda agisce come provider, deployer o ricopre un altro ruolo previsto dal regolamento.

### **4. Individua gli utilizzi più delicati**

Come detto, non tutti i sistemi richiedono lo stesso livello di attenzione.

Parti da quelli che possono influire sulle persone in maniera importante: selezione e gestione del personale, decisioni automatizzate, interazioni con i clienti e altri processi sensibili.

### **5. Parla con i fornitori**

Per i sistemi acquistati da terzi, raccogli la documentazione disponibile e chiarisci le responsabilità delle diverse parti.

### **6. Controlla gli obblighi di trasparenza**

Verifica soprattutto i punti in cui l'intelligenza artificiale entra direttamente in contatto con clienti e utenti.

Ad esempio, chatbot, assistenti virtuali e determinati contenuti generati artificialmente meritano una verifica specifica.

### **7. Forma chi utilizza questi strumenti**

Marketing, customer care, HR, operations e management possono utilizzare l'AI in modi completamente diversi. La formazione dovrebbe quindi essere proporzionata alle attività effettivamente svolte, evitando sia corsi troppo generici sia procedure impossibili da applicare nel lavoro quotidiano.

## **AI Act e GDPR sono la stessa cosa?**

No e rispettare l'AI Act non significa automaticamente essere conformi al GDPR.

Le due normative intervengono su aspetti differenti e **possono applicarsi contemporaneamente allo stesso sistema**.

Se un eCommerce utilizza l'intelligenza artificiale per elaborare dati personali, profilare utenti o supportare determinate decisioni automatizzate, dovrà quindi valutare anche gli obblighi previsti dalla normativa sulla protezione dei dati.

È un punto importante perché l'AI Act non sostituisce le regole che un'attività online deve già rispettare. Lo stesso principio vale per gli altri aspetti della[normativa applicabile agli eCommerce](https://blog.spedire.com/e-commerce-e-normativa).

## **Quali sono le sanzioni previste dall'AI Act?**

L'AI Act prevede un sistema di sanzioni che varia in base al tipo di violazione.

Le conseguenze più elevate sono associate alle violazioni delle disposizioni sulle pratiche vietate, mentre sono previste soglie differenti per altre inosservanze e per la comunicazione di informazioni inesatte o fuorvianti alle autorità competenti.

Le cifre possono essere molto importanti e, per le imprese, possono essere calcolate anche in rapporto al fatturato mondiale annuo. Ad esempio, possono essere previste:

- **Multe fino a 35 milioni di euro o fino al 7% del fatturato annuo** per chi utilizza sistemi inaccettabili come il social scoring o la sorveglianza biometrica illecita;
- Per **sistemi ad alto rischio**, sono previste multe fino a 15 milioni di euro o fino al 3% del fatturato mondiale annuo;
- Per informazioni false o fuorvianti, sono previste **multe fino a 7,5 milioni di euro** o fino all'1% del fatturato mondiale annuo.

## **Domande frequenti sull'AI Act 2026**

### **Quando entra in vigore l'AI Act?**

L'AI Act è entrato in vigore il **1° agosto 2024**. La sua applicazione è però progressiva: alcune disposizioni sono già applicabili, mentre una parte molto ampia del regolamento diventa applicabile dal **2 agosto 2026**.

### **L'AI Act si applica anche agli eCommerce?**

Sì, quando un eCommerce rientra nell'ambito di applicazione del regolamento in relazione ai sistemi AI che sviluppa, commercializza o utilizza. Gli obblighi dipendono dal ruolo dell'azienda e dalle caratteristiche del sistema.

### **Se uso ChatGPT in azienda devo adeguarmi all'AI Act?**

Il semplice utilizzo di ChatGPT non determina da solo un unico pacchetto di obblighi. È necessario considerare **come viene utilizzato lo strumento**, da chi, per quale finalità e quale ruolo ricopre l'impresa nel contesto previsto dal regolamento.

### **Un chatbot deve dire che è un'intelligenza artificiale?**

L'AI Act prevede obblighi di trasparenza per determinati sistemi destinati a interagire direttamente con le persone. In questi casi l'utente deve essere informato dell'interazione con un sistema AI, salvo le eccezioni previste dal regolamento.

### **Tutti i contenuti creati con l'AI devono essere etichettati?**

No. Non esiste un obbligo generale di contrassegnare qualsiasi testo, immagine o contenuto semplicemente perché è stato realizzato utilizzando uno strumento AI. Il regolamento prevede obblighi specifici per determinate tipologie di sistemi e contenuti.

### **Quali sistemi AI sono ad alto rischio?**

L'AI Act individua specifiche categorie e condizioni. Per eCommerce e retailer, particolare attenzione può essere necessaria per alcuni sistemi utilizzati nell'**occupazione, nella selezione del personale e nella gestione dei lavoratori**.

### **Cosa dovrebbe fare per prima cosa un eCommerce?**

Un buon punto di partenza è **censire gli strumenti AI già utilizzati**. Senza sapere quali sistemi sono presenti in azienda e a cosa servono, è difficile capire quali disposizioni dell'AI Act siano effettivamente rilevanti.

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