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IOSS e regime IVA per e-commerce: cosa cambia per chi vende all'estero

Scritto da Matteo Rossini | 26 febbraio 2026

Vendere fuori dall’Italia oggi è molto più semplice rispetto al passato, ma sul fronte fiscale resta uno dei temi che crea più dubbi. Quando inizi a spedire in altri Paesi, soprattutto verso clienti finali, ci sono regole IVA diverse da quelle a cui sei abituato sul mercato italiano.

Per questo, potresti avere a che fare con sigle come OSS e IOSS, spesso percepite come complesse o poco chiare.

In realtà, questi regimi sono nati proprio per semplificare la vita a chi vende online. OSS e IOSS, nell'intenzione del legislatore, servono a evitare registrazioni IVA multiple, ridurre la burocrazia e rendere più lineare la gestione delle vendite transfrontaliere. Il problema è che, se non capisci bene quando usarli e come funzionano, il rischio di errori aumenta.

In questa guida facciamo ordine: vediamo cos’è il regime OSS, cos’è l’IOSS, qual è la differenza tra i due, quando si applicano e cosa cambia nella pratica per chi spedisce fuori dall’Italia.

Cos’è il regime OSS IVA e perché è stato introdotto

Il regime OSS IVA (One Stop Shop) è stato introdotto per semplificare la gestione dell’IVA per chi vende online a clienti finali in altri Paesi dell’Unione Europea. Prima della sua introduzione, superate certe soglie, era necessario registrarsi ai fini IVA in ogni Stato membro di destinazione, con un carico burocratico spesso difficile da sostenere, soprattutto per le PMI e gli eCommerce in crescita.

L’obiettivo principale del regime OSS è permetterti di dichiarare e versare l’IVA dovuta in un’unica sede, quella del Paese in cui sei identificato fiscalmente. In questo modo non devi aprire posizioni IVA multiple all’estero: presenti una sola dichiarazione e l’amministrazione fiscale si occupa di ripartire gli importi ai diversi Stati coinvolti.

Dal punto di vista pratico, il regime OSS riduce tempi, complessità e rischio di errori: ti consente di gestire le vendite transfrontaliere in modo più ordinato, mantenendo la conformità fiscale senza rallentare l’operatività del tuo eCommerce.

Regime OSS: quando si applica

Capire il regime OSS quando si applica è altrettanto fondamentale per evitare errori nella gestione dell’IVA sulle vendite estere. In linea generale, l’OSS subentra quando vendi online a clienti finali (B2C) residenti in altri Paesi dell’Unione Europea.

Il regime riguarda in particolare le vendite intracomunitarie B2C, cioè quelle in cui spedisci beni da un Paese UE a un altro Paese UE, con destinazione un consumatore finale. In questi casi, l’IVA non si applica più con l’aliquota del tuo Paese, ma con quella del Paese di destinazione della merce.

Un altro elemento che dovresti considerare sono le soglie. Se il totale delle vendite a distanza verso altri Paesi UE supera i 10.000 euro annui, l’adesione al regime OSS diventa la soluzione più semplice per gestire correttamente l’IVA. Superata questa soglia, non puoi più applicare l’IVA italiana alle vendite estere e devi adeguarti alle aliquote dei singoli Stati membri.

Cos’è l’IOSS e a cosa serve

L’IOSS (Import One Stop Shop) è un regime IVA pensato per semplificare le vendite online verso l’Unione Europea quando la merce parte da Paesi extra-UE. Nello specifico, l’IOSS subentra quando spedisci beni di valore non superiore a 150 euro direttamente a clienti finali europei.

L’IOSS ti consente di riscuotere l’IVA al momento dell’acquisto, invece di farla pagare al cliente alla consegna. In questo modo la spedizione più fluida, evita sorprese al destinatario e riduce i rallentamenti in dogana. Dal punto di vista dell’esperienza cliente, è un vantaggio importante, perché il pacco arriva senza richieste aggiuntive di pagamento.

Dal lato operativo, l’IOSS serve a centralizzare la dichiarazione e il versamento dell’IVA dovuta sulle vendite extra-UE, evitando di dover gestire pratiche doganali complesse per ogni singola spedizione.

Differenza tra OSS e IOSS

Capire la differenza tra OSS e IOSS è importante per applicare il regime corretto e gestire l’IVA senza complicazioni. Anche se i nomi sono simili, i due regimi si applicano a situazioni molto diverse.

L’ambito di applicazione è il primo elemento che li distingue. Il regime OSS riguarda le vendite effettuate all’interno dell’Unione Europea, mentre l’IOSS si applica alle vendite di beni che arrivano da Paesi extra-UE e vengono spediti a clienti europei.

Cambia anche la tipologia di vendite coinvolte. L’OSS è pensato per le vendite a distanza B2C tra Stati membri UE, cioè quando spedisci da un Paese europeo a un altro. L’IOSS, invece, viene utilizzato quando vendi beni importati, generalmente di valore contenuto, e vuoi gestire l’IVA in modo anticipato e centralizzato.

La distinzione UE vs extra-UE di cui abbiamo parlato nei paragrafi precedenti chiarisce quando usare uno o l’altro regime. Se la merce parte da un magazzino europeo e arriva a un cliente europeo, il riferimento è l’OSS. Se la merce parte da fuori dall’Unione Europea e viene importata per la vendita al cliente finale, allora il regime corretto è l’IOSS.

Numero IOSS: dove si trova e come si utilizza

Il numero IOSS è un codice identificativo assegnato a chi aderisce al regime IOSS per le vendite di beni importati verso l’Unione Europea. Quando parliamo, nello specifico, di IOSS number Italia, facciamo riferimento al numero rilasciato dall’Agenzia delle Entrate al momento dell’iscrizione al regime, che identifica in modo univoco il venditore o l’intermediario fiscale.

Una volta ottenuto, il numero IOSS si trova all’interno della propria area riservata sul portale dell’Agenzia delle Entrate o viene comunicato dall’intermediario che gestisce il regime per tuo conto.

Dal punto di vista pratico, il numero IOSS va comunicato al corriere o all’operatore logistico al momento della spedizione. In questo modo l’IVA risulta già assolta e la spedizione può essere sdoganata più rapidamente, senza richiedere il pagamento dell’imposta al destinatario.

Specifichiamo anche che il numero non deve mai essere inserito in modo visibile sul pacco, ma solo nei flussi elettronici tra venditore, corriere e autorità doganali.

IOSS e spedizioni: cosa cambia nella pratica

L’IOSS non riguarda solo gli aspetti legati alla fiscalità; al contrario, ha un impatto diretto su come vengono gestite le spedizioni internazionali.

Ovviamente il ruolo del corriere avrà un peso molto più alto: è il corriere che utilizza il numero IOSS per dichiarare l’IVA già versata al momento dell’importazione. Per questo è fondamentale da parte tua (o comunque di chi spedisce) comunicare il numero in modo corretto e puntuale: se manca o è sbagliato, la spedizione rischia di fermarsi in dogana o di generare costi aggiuntivi.

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Uno dei vantaggi principali dell’IOSS è lo sdoganamento più rapido. Dato che l’IVA è già stata riscossa al momento dell’acquisto, la merce può superare la dogana senza ulteriori verifiche o richieste di pagamento.

Tutto questo ha un impatto diretto sull’esperienza cliente. Il destinatario riceve il pacco senza dover pagare nulla alla consegna, senza sorprese e senza rallentamenti.

Cancellazione regime OSS: quando e come farla

La cancellazione dal regime OSS non è un’operazione frequente, ma può diventare necessaria in alcune situazioni specifiche. In genere si procede alla cancellazione quando smetti di effettuare vendite transfrontaliere B2C all’interno dell’Unione Europea oppure quando il tuo modello di business cambia e non rientra più nei requisiti del regime.

La richiesta di cancellazione va comunicata all’Agenzia delle Entrate con anticipo, seguendo le modalità previste dal portale dedicato. La cessazione ha effetto dal periodo successivo alla comunicazione e non è immediata, per questo è importante pianificarla per tempo e verificare di aver adempiuto a tutti gli obblighi dichiarativi fino all’ultimo trimestre di utilizzo del regime.

Lato operativo, la cancellazione ha effetti diretti sulla gestione dell’IVA. Una volta usciti dal regime OSS, l’IVA sulle vendite estere deve essere gestita con modalità alternative, che possono prevedere l’identificazione fiscale nei singoli Paesi di destinazione.

In caso di dubbi o cambiamenti strutturali dell’attività, consigliamo sempre di confrontarsi con il proprio commercialista è sempre la scelta migliore per capire se la cancellazione del regime OSS è davvero la soluzione più adatta.

FAQ

Quando conviene usare OSS?

Il regime OSS conviene quando vendi in modo continuativo a clienti finali in altri Paesi dell’Unione Europea. Se superi la soglia prevista per le vendite a distanza o prevedi di farlo nel breve periodo, l’OSS ti permette di gestire l’IVA in modo centralizzato e di evitare registrazioni fiscali multiple all’estero.

L’IOSS è obbligatorio?

L’IOSS non è obbligatorio, ma è fortemente consigliato se vendi beni importati da Paesi extra-UE di valore inferiore a 150 euro. Senza IOSS, l’IVA viene richiesta al cliente al momento della consegna, con possibili ritardi, costi aggiuntivi e un’esperienza di acquisto meno fluida.

Cosa succede se non comunico il numero IOSS?

Se il numero IOSS non viene comunicato correttamente al corriere, la spedizione può fermarsi in dogana. In questi casi l’IVA viene richiesta al destinatario, con il rischio di ritardi, rifiuti della consegna o reclami.

OSS e IOSS valgono anche per marketplace?

Sì, OSS e IOSS possono valere anche per le vendite effettuate tramite marketplace. In molti casi è il marketplace stesso a gestire gli adempimenti IVA come soggetto intermediario, ma è consigliamo sempre di verificare come vengono gestite fiscalità e spedizioni per evitare sovrapposizioni o errori.