Una spedizione verso un Paese estero, almeno all’inizio, può sembrarti simile a una spedizione nazionale: scegli il corriere, impacchetti bene la merce, spedisci, e tracci il pacco fino alla consegna. Se stai spedendo fuori dall’Unione Europea, c’è un passaggio fondamentale che rende tutto più complicato: la dogana.
Ecco perché è importante parlare di tariffe doganali, franchigie e dazi. Sappiamo che sono concetti che possono suonare tecnici, ma che in realtà sono strumenti pratici per gestire al meglio costi, documenti e regole quando la tua spedizione attraversa un confine.
A complicare il tutto c’è un aspetto fondamentale: non esistono regole universali. Da Paese a Paese cambiano le procedure, le aliquote e persino i documenti richiesti.
In questo articolo vedremo:
I dazi doganali sono delle tasse che si applicano sulle merci quando attraversano i confini internazionali. Non vanno confusi con l’IVA o altre imposte: il dazio è un tributo specifico, applicato in base al tipo di prodotto, alla sua origine e al valore dichiarato della merce.
In parole semplici, è un costo che lo Stato applica per permettere l'ingresso (o l’uscita) di certi beni sul proprio territorio. È uno strumento di regolazione del commercio internazionale: serve a proteggere i produttori locali, a generare entrate e, in alcuni casi, a limitare l’importazione di prodotti considerati sensibili.
I dazi vengono pagati quando:
Generalmente, è il destinatario a dover pagare i dazi al momento della consegna. Ma esistono soluzioni (come la spedizione DDP (Delivery Duties Paid) che ti permettono di includere tutto nel prezzo e semplificare le cose (ne parleremo più avanti).
Il calcolo dazi doganali per una spedizione si basa su diversi fattori, tra cui:
Una specifica importante è quella di non confondere i dazi doganali con l’IVA all’importazione, che è un’imposta simile a quella che paghi nei negozi italiani, ma applicata alla merce importata. Oltre a IVA e dazio, potresti incontrare anche le accise, cioè tasse specifiche su prodotti come alcolici, tabacco o carburanti.
Le differenze sono piuttosto semplici da ricordare:
La regola è chiara: se stai spedendo o ricevendo merci da un Paese fuori dall’Unione Europea, i dazi doganali possono essere applicati. Questo vale sia per le spedizioni commerciali che per quelle tra privati.
Alcuni esempi di Paesi extra-UE:
Se hai già sentito parlare di "franchigia doganale", sappi che non è una scappatoia, ma una regola ufficiale prevista dalla normativa doganale per evitare l’applicazione di tasse su spedizioni di valore contenuto o a determinate condizioni.
In pratica, è una soglia di esenzione oltre la quale scattano i dazi e l’IVA. Se resti al di sotto, non paghi nulla (o molto meno). Ma attenzione: la franchigia non si applica sempre e comunque.
Puoi rientrare in una franchigia in questi casi:
Tieni presente che anche le spese di spedizione e assicurazione possono incidere sul valore doganale totale: quindi fai bene i calcoli.
Anche capire come si calcolano le tariffe doganali è fondamentale per sapere in anticipo quanto potresti pagare quando spedisci o ricevi merce da un Paese extra-UE. Non esiste una cifra fissa per tutti: il costo dipende da una serie di elementi combinati: ecco quali sono.
Il primo passo è identificare il cosiddetto codice HS (Harmonized System) della merce. Si tratta di un numero composto da 6 a 10 cifre che serve a classificare ogni prodotto, in modo univoco, nel commercio internazionale.
Ogni codice HS corrisponde a:
Questi codici si trovano nella tabella dazi doganali 2025 disponibile sul portale TARIC (per l’UE) o tramite i siti ufficiali delle dogane dei Paesi extra-europei.
Attenzione: se sbagli codice, rischi di pagare troppo o troppo poco, oppure di vederti bloccata la spedizione.
Una volta individuato l’HS code, la dogana applica il dazio sul valore doganale totale, che si ottiene sommando:
Per esempio, se stai spedendo merce da 100 €, con spedizione da 20 €, il valore doganale sarà 120 € e il dazio verrà calcolato su questa base.
In alcuni casi, il dazio è una percentuale ad valorem (es. 4,5% del valore), in altri si tratta di un importo fisso per unità (es. 2 € al kg, 0,50 € per pezzo).
Il tutto può sembrare complesso, ma ci sono strumenti online gratuiti che ti aiutano a stimare in anticipo il costo, soprattutto se devi spedire con dazi inclusi e vuoi evitare sorprese per chi riceve.
Attenzione: l’IVA doganale importazione non è un dazio, ma un’imposta indiretta simile all’IVA che paghi nei negozi. La sua applicazione serve a garantire equità fiscale: chi acquista all’estero deve essere tassato come se avesse comprato nel proprio Paese.
Si applica quasi sempre quando:
Attualmente, l’IVA all’importazione in Italia è del 22%, ma può variare in base alla categoria merceologica (alcuni beni come alimentari o libri hanno aliquote ridotte).
Ora che sai cosa sono dazi, IVA e franchigie, potresti chiederti: “Ma dove trovo tutte queste informazioni prima di spedire?”
La risposta è più semplice di quanto potresti credere.
Il TARIC (Tariffa Integrata Comunitaria) è la banca dati ufficiale dell’Unione Europea dove puoi:
Il portale è gratuito e accessibile a chiunque. Puoi trovarlo facilmente cercando “TARIC UE” su Google o andando direttamente sul sito dell’Agenzia delle Dogane italiana. È utile anche per chi vuole capire come sapere se un prodotto ha dazio prima di spedire o importare.
Se spedisci in Paesi al di fuori dell’Unione Europea (come USA, Canada, Giappone, Cina…), ogni stato ha il proprio portale doganale con banche dati aggiornate:
Vuoi semplificare le spedizioni internazionali? Prova Spedire.com e SpedirePRO: inizia da qui.