Tariffe doganali, franchigie e dazi: tutto ciò che devi sapere

Una spedizione verso un Paese estero, almeno all’inizio, può sembrarti simile a una spedizione nazionale: scegli il corriere, impacchetti bene la merce, spedisci, e tracci il pacco fino alla consegna. Se stai spedendo fuori dall’Unione Europea, c’è un passaggio fondamentale che rende tutto più complicato: la dogana.
Ecco perché è importante parlare di tariffe doganali, franchigie e dazi. Sappiamo che sono concetti che possono suonare tecnici, ma che in realtà sono strumenti pratici per gestire al meglio costi, documenti e regole quando la tua spedizione attraversa un confine.
A complicare il tutto c’è un aspetto fondamentale: non esistono regole universali. Da Paese a Paese cambiano le procedure, le aliquote e persino i documenti richiesti.
In questo articolo vedremo:
- Cos’è una tariffa doganale e come funziona;
- Cosa si intende per franchigia;
- Quando si applicano i dazi;
- Come evitare errori che possono costarti tempo e denaro.
Cosa sono i dazi doganali?
I dazi doganali sono delle tasse che si applicano sulle merci quando attraversano i confini internazionali. Non vanno confusi con l’IVA o altre imposte: il dazio è un tributo specifico, applicato in base al tipo di prodotto, alla sua origine e al valore dichiarato della merce.
In parole semplici, è un costo che lo Stato applica per permettere l'ingresso (o l’uscita) di certi beni sul proprio territorio. È uno strumento di regolazione del commercio internazionale: serve a proteggere i produttori locali, a generare entrate e, in alcuni casi, a limitare l’importazione di prodotti considerati sensibili.
I dazi vengono pagati quando:
- Importi merci da Paesi extra-UE;
- Esporti beni soggetti a restrizioni particolari;
- La tua spedizione supera determinate soglie di valore o peso
Generalmente, è il destinatario a dover pagare i dazi al momento della consegna. Ma esistono soluzioni (come la spedizione DDP (Delivery Duties Paid) che ti permettono di includere tutto nel prezzo e semplificare le cose (ne parleremo più avanti).
Il calcolo dazi doganali per una spedizione si basa su diversi fattori, tra cui:
- Il valore della merce;
- Il tipo di prodotto;
- Il Paese di origine;
- I costi di spedizione e assicurazione.
Differenza tra dazi, IVA e accise
Una specifica importante è quella di non confondere i dazi doganali con l’IVA all’importazione, che è un’imposta simile a quella che paghi nei negozi italiani, ma applicata alla merce importata. Oltre a IVA e dazio, potresti incontrare anche le accise, cioè tasse specifiche su prodotti come alcolici, tabacco o carburanti.
Le differenze sono piuttosto semplici da ricordare:
- Dazio: tassa doganale sulla merce importata/esportata;
- IVA doganale importazione: imposta sul valore + spese di trasporto;
- Accise: tassa aggiuntiva su merci particolari.
Quando si applicano i dazi?
La regola è chiara: se stai spedendo o ricevendo merci da un Paese fuori dall’Unione Europea, i dazi doganali possono essere applicati. Questo vale sia per le spedizioni commerciali che per quelle tra privati.
Alcuni esempi di Paesi extra-UE:
- Stati Uniti;
- Regno Unito (post-Brexit);
- Cina;
- Svizzera;
- Canada;
- Australia.
Cos’è una franchigia doganale
Se hai già sentito parlare di "franchigia doganale", sappi che non è una scappatoia, ma una regola ufficiale prevista dalla normativa doganale per evitare l’applicazione di tasse su spedizioni di valore contenuto o a determinate condizioni.
In pratica, è una soglia di esenzione oltre la quale scattano i dazi e l’IVA. Se resti al di sotto, non paghi nulla (o molto meno). Ma attenzione: la franchigia non si applica sempre e comunque.
Puoi rientrare in una franchigia in questi casi:
- Importazione di merci destinate a sedi diplomatiche, uffici statali, società e organismi internazionali senza scopo di lucro (come UNICEF), ONLUS riconosciute dallo stato italiano, Forze Armate, contingenti militari stranieri nelle basi NATO;
- Importazione di effetti personali appartenenti a cittadini stranieri non residenti nell’Unione Europea che prendono la residenza sul territorio nazionale;
- Importazione di effetti personali appartenenti a cittadini italiani che riprendono la residenza sul territorio nazionale dopo un periodo di permanenza fuori dall’Unione Europea;
- Importazione di effetti personali a seguito di colui che viaggia, ovvero tutto ciò che un soggetto trasporta durante un limitato periodo di soggiorno in Italia e che riporta con sé al momento di lasciare il paese;
- Attrezzi e strumenti necessari per l’esecuzione di lavori sul territorio nazionale per il tempo necessario alla conclusione degli stessi.
Tieni presente che anche le spese di spedizione e assicurazione possono incidere sul valore doganale totale: quindi fai bene i calcoli.
Tariffe doganali: come si calcolano
Anche capire come si calcolano le tariffe doganali è fondamentale per sapere in anticipo quanto potresti pagare quando spedisci o ricevi merce da un Paese extra-UE. Non esiste una cifra fissa per tutti: il costo dipende da una serie di elementi combinati: ecco quali sono.
HS code e classificazione merceologica
Il primo passo è identificare il cosiddetto codice HS (Harmonized System) della merce. Si tratta di un numero composto da 6 a 10 cifre che serve a classificare ogni prodotto, in modo univoco, nel commercio internazionale.
Ogni codice HS corrisponde a:
- Una descrizione tecnica del prodotto;
- Un’eventuale restrizione all'importazione;
- Una percentuale di dazio da applicare
Questi codici si trovano nella tabella dazi doganali 2025 disponibile sul portale TARIC (per l’UE) o tramite i siti ufficiali delle dogane dei Paesi extra-europei.
Attenzione: se sbagli codice, rischi di pagare troppo o troppo poco, oppure di vederti bloccata la spedizione.
Valore della merce + spese di spedizione
Una volta individuato l’HS code, la dogana applica il dazio sul valore doganale totale, che si ottiene sommando:
- Il valore dichiarato della merce (di solito quello indicato sulla fattura);
- Le spese di trasporto e assicurazione fino al punto d’ingresso nel Paese di destinazione
Per esempio, se stai spedendo merce da 100 €, con spedizione da 20 €, il valore doganale sarà 120 € e il dazio verrà calcolato su questa base.
In alcuni casi, il dazio è una percentuale ad valorem (es. 4,5% del valore), in altri si tratta di un importo fisso per unità (es. 2 € al kg, 0,50 € per pezzo).
Il tutto può sembrare complesso, ma ci sono strumenti online gratuiti che ti aiutano a stimare in anticipo il costo, soprattutto se devi spedire con dazi inclusi e vuoi evitare sorprese per chi riceve.
Attenzione: l’IVA doganale importazione non è un dazio, ma un’imposta indiretta simile all’IVA che paghi nei negozi. La sua applicazione serve a garantire equità fiscale: chi acquista all’estero deve essere tassato come se avesse comprato nel proprio Paese.
Si applica quasi sempre quando:
- Ricevi un pacco da un Paese extra-UE;
- Il valore del pacco supera le soglie di esenzione;
- Non è una spedizione tra privati (ma anche lì, sopra un certo valore può comunque scattare)
Attualmente, l’IVA all’importazione in Italia è del 22%, ma può variare in base alla categoria merceologica (alcuni beni come alimentari o libri hanno aliquote ridotte).
Dove si controllano dazi e tariffe doganali
Ora che sai cosa sono dazi, IVA e franchigie, potresti chiederti: “Ma dove trovo tutte queste informazioni prima di spedire?”
La risposta è più semplice di quanto potresti credere.
Portale TARIC dell’Unione Europea
Il TARIC (Tariffa Integrata Comunitaria) è la banca dati ufficiale dell’Unione Europea dove puoi:
- Cercare il codice HS corretto per il tuo prodotto;
- Verificare se quel prodotto ha restrizioni o licenze;
- Scoprire se c’è un dazio applicabile (e quanto è);
- Calcolare l’IVA e altre imposte doganali.
Il portale è gratuito e accessibile a chiunque. Puoi trovarlo facilmente cercando “TARIC UE” su Google o andando direttamente sul sito dell’Agenzia delle Dogane italiana. È utile anche per chi vuole capire come sapere se un prodotto ha dazio prima di spedire o importare.
Banche dati internazionali per spedizioni extra-UE
Se spedisci in Paesi al di fuori dell’Unione Europea (come USA, Canada, Giappone, Cina…), ogni stato ha il proprio portale doganale con banche dati aggiornate:
- USA: Harmonized Tariff Schedule via U.S. International Trade Commission;
- Regno Unito: UK Global Tariff Service;
- Canada: Canada Border Services Agency tariff tool;
- Cina: General Administration of Customs of the People’s Republic of China.
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