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Come evitare doppia tassazione nelle spedizioni internazionali

Scritto da Matteo Rossini | 06 luglio 2026

Se devi gestire spedizioni internazionali, saprai che uno dubbi più comuni riguarda il rischio di pagare tasse, IVA o dazi due volte. Tra importazioni, esportazioni, vendite eCommerce e regole doganali differenti da Paese a Paese, può essere difficile capire come funziona la tassazione nelle spedizioni internazionali, soprattutto per aziende ed eCommerce che vendono all’estero.

La cosiddetta doppia tassazione nelle spedizioni si verifica di solito quando IVA, dazi o costi doganali non vengono gestiti correttamente lungo il flusso logistico e fiscale. In alcuni casi il cliente finale può trovarsi a pagare imposte inattese alla consegna, mentre in altri è l’azienda a rischiare errori fiscali legati a documentazione incompleta o applicazione errata dell’IVA.

In questa guida vediamo cosa significa doppia tassazione nelle spedizioni internazionali, quando può verificarsi e quali strumenti aiutano aziende ed eCommerce a evitare errori fiscali e problemi doganali.

Cosa significa doppia tassazione nelle spedizioni

La doppia tassazione nelle spedizioni si verifica quando, durante una vendita internazionale, IVA, dazi o altri costi doganali vengono applicati due volte oppure gestiti in modo errato tra venditore, corriere, dogana e cliente finale.

Uno dei casi più comuni riguarda l’IVA pagata due volte. Ad esempio, può succedere che l’IVA venga già applicata al momento dell’acquisto online e che il cliente si ritrovi comunque a pagare nuovamente IVA o costi doganali alla consegna della merce. Un problema come questo può verificarsi soprattutto nelle spedizioni extra-UE quando sistemi come IOSS o la gestione fiscale della vendita non vengono configurati correttamente.

Anche una cattiva gestione di dazi e IVA importazione può creare costi duplicati o inattesi. Nelle spedizioni internazionali, infatti, bisogna distinguere chiaramente tra:

  • IVA sulla vendita;
  • IVA all’importazione;
  • dazi doganali;
  • costi di sdoganamento richiesti dal corriere.

Se questi elementi non vengono gestiti correttamente, il rischio è che il cliente finale riceva richieste di pagamento aggiuntive oppure che l’azienda sostenga costi non previsti.

Molto spesso la doppia tassazione nasce anche da errori documentali o logistici. Ad esempio, il valore merce dichiarato in modo errato, codici HS non corretti, Incoterms non chiari.

In questi casi la dogana può applicare nuovamente IVA o richiedere verifiche aggiuntive durante lo sdoganamento.

Quando può verificarsi la doppia tassazione

La doppia tassazione nelle spedizioni internazionali può verificarsi in diverse situazioni.

Uno dei casi più frequenti riguarda la sovrapposizione tra IVA sulla vendita e IVA all’importazione. Ad esempio, il cliente può pagare l’IVA durante l’acquisto online e ritrovarsi comunque a dover versare nuovamente IVA e costi doganali al momento della consegna. Questo accade spesso quando sistemi come IOSS non vengono utilizzati correttamente oppure quando la documentazione fiscale non è coerente.

Anche gli errori negli Incoterms possono creare problemi di doppia imposizione. Gli Incoterms stabiliscono infatti chi deve sostenere costi, IVA, dazi e oneri doganali tra venditore e destinatario.

Se questi aspetti non sono chiari, possono nascere incomprensioni che portano a pagamenti inattesi o duplicati. Le spedizioni DAP (Delivered At Place) sono uno degli esempi più comuni. In questo modello il venditore spedisce la merce, ma IVA importazione, dazi e costi di sdoganamento restano a carico del cliente finale. Se il cliente non è informato correttamente, può percepire questi costi come una doppia tassazione, soprattutto quando ha già pagato IVA al checkout.

Anche la presenza di documenti incompleti o errati può causare problemi durante lo sdoganamento.

Differenza tra IVA, dazi e costi doganali

A proposito di spedizioni internazionali, è molto importante distinguere tra IVA, dazi doganali e costi di sdoganamento. Spesso questi termini vengono confusi, ma in realtà indicano spese diverse che possono essere applicate durante l’importazione o l’esportazione di una merce.

L’IVA all’importazione è l’imposta applicata quando una merce entra in un Paese. Nelle spedizioni extra-UE viene generalmente calcolata sul valore complessivo della spedizione, che comprende il valore della merce, il costo della spedizione ed eventuali dazi doganali.

Questa IVA viene richiesta dalla dogana del Paese di destinazione e può essere pagata dal venditore o dal cliente finale, a seconda degli Incoterms utilizzati nella spedizione.

I dazi doganali, invece, sono tariffe applicate su alcune categorie di prodotti importati da Paesi extra-UE. Non tutte le merci sono soggette a dazi: la percentuale dipende dal tipo di prodotto e dal relativo codice HS utilizzato nella classificazione doganale.

Oltre a IVA e dazi, possono esserci anche le spese di sdoganamento. In questo caso, si tratta di costi richiesti per la gestione pratica delle procedure doganali, come il controllo documenti, l’anticipo IVA e dazi e le pratiche amministrative;

Questi costi vengono spesso applicati dal corriere o dallo spedizioniere che si occupa dello sdoganamento.

Esistono anche i costi del corriere, che non coincidono necessariamente con dazi o IVA. Alcuni vettori applicano commissioni aggiuntive per la gestione pratiche doganali, gli anticipi fiscali e il deposito o giacenza della merce.

Come evitare doppia IVA nelle spedizioni internazionali

Per evitare problemi di doppia IVA nelle spedizioni internazionali dovrai gestire correttamente sia la parte fiscale sia quella documentale. Molto spesso, infatti, la doppia imposizione nasce da errori nella gestione dell’IVA tra vendita online, importazione e sdoganamento della merce.

Uno degli aspetti più importanti è applicare correttamente l’IVA in base al tipo di operazione. Nelle vendite internazionali c’è una chiara distinzione tra:

  • vendite intracomunitarie;
  • esportazioni extra-UE;
  • importazioni;
  • vendite eCommerce a distanza.

Ogni scenario segue regole fiscali differenti e richiede una gestione specifica.

Per le vendite all’interno dell’Unione Europea, esistono sistemi come OSS (One Stop Shop) aiutano a semplificare la gestione IVA nelle vendite a distanza. Con OSS, l’azienda può dichiarare e versare l’IVA dovuta nei vari Paesi UE tramite un unico portale, evitando registrazioni fiscali multiple.

Nelle spedizioni extra-UE di basso valore può invece essere utile il sistema IOSS (Import One Stop Shop). In questo caso l’IVA viene pagata direttamente al checkout dal cliente e versata successivamente dal venditore, evitando che il destinatario debba pagare nuovamente IVA all’importazione durante la consegna.

Ci sono anche le esportazioni non imponibili IVA: quando la merce viene esportata fuori dall’Unione Europea rispettando i requisiti previsti dalla normativa, la vendita può essere effettuata senza applicare IVA italiana. Specifichiamo però che per beneficiare della non imponibilità è necessario poter dimostrare l’effettiva uscita della merce dal territorio UE.

Consigliamo quindi di conservare la prova dell’esportazione, cioè documenti che attestino il trasporto internazionale e lo sdoganamento della spedizione.

Nelle operazioni intracomunitarie B2B è inoltre importante verificare sempre la validità della partita IVA comunitaria del cliente tramite il sistema VIES. Una gestione corretta delle partite IVA UE permette infatti di applicare correttamente il regime IVA previsto per le cessioni intracomunitarie.

Incoterms: perché DDP e DAP fanno la differenza

Nelle spedizioni internazionali, gli Incoterms sono regole utilizzate per stabilire chi deve sostenere costi, responsabilità e oneri doganali tra venditore e cliente. Tra i termini più importanti per eCommerce e aziende che vendono all’estero ci sono soprattutto DDP e DAP, perché incidono direttamente su IVA, dazi e customer experience.

Con il modello DDP (Delivered Duty Paid), tutte le spese doganali vengono gestite dal venditore. Significa che IVA importazione, dazi doganali e costi di sdoganamento sono già inclusi nella spedizione e non vengono richiesti al cliente finale al momento della consegna.

Dal punto di vista della customer experience, il DDP offre generalmente un’esperienza più fluida e prevedibile. Il cliente riceve il pacco senza costi inattesi, riducendo il rischio di problemi, contestazioni o rifiuti della consegna.

Nel modello DAP (Delivered At Place), invece, il venditore si occupa della spedizione ma i costi doganali restano a carico del destinatario. In questo caso il cliente può dover pagare IVA all’importazione, dazi e spese di sdoganamento del corriere prima di ricevere la merce.

Se questi costi non vengono comunicati chiaramente durante l’acquisto, il cliente può percepirli come una doppia tassazione o come spese impreviste. In generale:

  • il DDP offre più controllo e trasparenza lato customer experience;
  • il DAP può ridurre i costi iniziali per il venditore, ma richiede una comunicazione molto chiara sui costi doganali che il cliente dovrà sostenere alla consegna.

Se ti interessa questo tema, ti consigliamo la lettura di questa guida.

Documenti fondamentali per evitare doppia tassazione

Abbiamo detto che nelle spedizioni internazionali una gestione documentale corretta è uno degli elementi più importanti per evitare problemi fiscali, ritardi doganali o casi di doppia tassazione.

Tra i documenti e le informazioni più importanti ci sono:

  • Fattura commerciale: deve riportare correttamente mittente, destinatario, descrizione della merce, valore e condizioni di vendita. È uno dei documenti principali utilizzati dalla dogana per calcolare IVA e dazi;
  • Valore dichiarato della merce: deve corrispondere al reale valore commerciale dei prodotti spediti. Valori troppo bassi o incoerenti possono generare controlli doganali o nuove richieste fiscali;
  • Codice HS (Harmonized System): serve per classificare correttamente i prodotti nelle spedizioni internazionali. Un codice errato può comportare applicazione sbagliata di dazi, IVA o restrizioni doganali;
  • Prova dell’esportazione: nelle esportazioni extra-UE è fondamentale conservare documenti che dimostrino l’effettiva uscita della merce dal territorio europeo. Tracking, documenti doganali e conferme del corriere possono essere richiesti in caso di verifiche fiscali;
  • Dati fiscali corretti: partita IVA comunitaria, dati aziendali e informazioni del destinatario devono essere verificati con attenzione, soprattutto nelle operazioni intracomunitarie o nelle vendite gestite tramite OSS e IOSS.

Come spedire pro by alsendo aiuta nella gestione delle spedizioni internazionali

Gestire spedizioni internazionali significa coordinare corrieri, tracking, documentazione doganale, IVA e aggiornamenti sulle consegne, spesso tra Paesi con normative differenti.

Spedire pro by alsendo è una piattaforma pensata per aiutare aziende ed eCommerce a semplificare la gestione delle spedizioni nazionali e internazionali da un unico ambiente operativo.

La piattaforma ti permette di confrontare più corrieri, gestire tracking centralizzati e organizzare le spedizioni in modo più efficiente, mantenendo maggiore controllo su costi, consegne e flussi logistici.

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Domande frequenti

Cos’è la doppia tassazione nelle spedizioni internazionali?

La doppia tassazione nelle spedizioni si verifica quando IVA, dazi o costi doganali vengono applicati due volte durante una vendita internazionale.

Può succedere, ad esempio, quando:

  • l’IVA viene già pagata al checkout;
  • il cliente riceve comunque una richiesta di pagamento alla consegna;
  • documenti o dati fiscali non sono gestiti correttamente.

Chi paga IVA e dazi nelle spedizioni internazionali?

Dipende dagli Incoterms utilizzati nella spedizione.

Con DDP (Delivered Duty Paid) IVA, dazi e costi doganali sono gestiti dal venditore.

Con DAP (Delivered At Place), invece, tasse e costi importazione restano a carico del cliente finale.

Qual è la differenza tra DDP e DAP?

La differenza principale riguarda chi paga i costi doganali.

  • Con il DDP il venditore gestisce IVA, dazi e sdoganamento.
  • Con il DAP il cliente paga IVA importazione e costi doganali alla consegna.

Quando usare IOSS?

Il sistema IOSS (Import One Stop Shop) viene utilizzato nelle vendite extra-UE di beni con valore fino a 150 euro.

Serve per:

  • riscuotere l’IVA direttamente al checkout;
  • semplificare la gestione fiscale;
  • velocizzare lo sdoganamento;
  • evitare richieste IVA alla consegna.