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Regolamento UE imballaggi 2026: la guida completa

Scritto da Claudia Battaglia | 22 settembre 2026

Se hai un eCommerce, dal 12 agosto 2026 dovrai fare i conti con nuove regole anche sul fronte degli imballaggi. È da questa data, infatti, che diventa applicabile il Regolamento UE sugli imballaggi, meglio conosciuto come PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation).

Il regolamento interviene sull'intero ciclo di vita degli imballaggi, dalla progettazione fino alla gestione dei rifiuti. Se vendi online, devi sapere che il Regolamento riguarda scatole e buste, materiali di riempimento, imballaggi per il trasporto, etichette e, più in generale, il modo in cui vengono preparate le spedizioni.

Non significa, però, che da agosto cambierà tutto in una volta. Il PPWR prevede obblighi e scadenze progressive, che si estendono fino al 2040, e gli adempimenti possono cambiare anche in base al ruolo dell'azienda nella filiera.

In questa guida vediamo quindi cosa cambia con il nuovo regolamento imballaggi PPWR, quali sono le date da tenere d'occhio e, soprattutto, cosa dovrebbe iniziare a valutare oggi un eCommerce per arrivare preparato ai prossimi obblighi.

Regolamento (UE) 2025 40 PDF: dove leggere il testo ufficiale

Se stai cercando il Regolamento (UE) 2025 40 PDF, il riferimento corretto è il testo pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea:

 

 

Il regolamento è stato pubblicato il 22 gennaio 2025, è entrato in vigore l'11 febbraio 2025 e si applica dal 12 agosto 2026. La differenza tra entrata in vigore e data di applicazione è importante: dal primo momento la norma è diventata parte del diritto UE, ma molti obblighi hanno previsto un periodo di transizione.

Che cos'è il PPWR e perché cambia le regole sugli imballaggi

PPWR sta per Packaging and Packaging Waste Regulation ed è il nome con cui viene comunemente indicato il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. La nuova normativa prende il posto della precedente Direttiva 94/62/CE e introduce regole comuni in tutta l'Unione europea.

Il passaggio da direttiva a regolamento non è solo formale. Se una direttiva deve essere recepita nella legislazione dei singoli Stati, un regolamento europeo è direttamente applicabile. L'intento è quindi avere regole più uniformi nei diversi Paesi UE, anche per le aziende che producono, importano, distribuiscono o utilizzano imballaggi.

Al centro del PPWR c'è soprattutto la volontà di ridurre quantità e impatto degli imballaggi. Il regolamento interviene su diversi fronti:

  • riduzione degli imballaggi non necessari o sovradimensionati;
  • maggiore riciclabilità;
  • riduzione dei rifiuti di imballaggio;
  • maggiore utilizzo di materiale riciclato, in particolare per gli imballaggi in plastica;
  • riutilizzo e ricarica dove previsti e applicabili;
  • limitazione di alcune sostanze problematiche;
  • maggiore uniformità nelle etichette e nelle informazioni per la raccolta.

Il campo di applicazione è ampio. Le nuove regole riguardano infatti gli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, indipendentemente dal materiale utilizzato: dalla carta e dal cartone alla plastica, passando per vetro, metallo, legno, tessili e materiali compositi.

A chi si applica il Regolamento UE 2025/40

Il PPWR non riguarda soltanto chi produce imballaggi. A seconda del ruolo svolto nella filiera, le nuove regole possono interessare anche chi importa, distribuisce, confeziona o vende prodotti imballati nel mercato europeo.

Tra i soggetti coinvolti ci possono essere, ad esempio:

  • fabbricanti, cioè chi produce un imballaggio o lo fa progettare e lo immette sul mercato con il proprio nome o marchio;
  • importatori, quando introducono nell'UE imballaggi o prodotti imballati provenienti da Paesi extra-UE;
  • distributori e rivenditori, in base all'attività svolta e al tipo di imballaggio;
  • aziende che confezionano prodotti con il proprio marchio;
  • eCommerce e marketplace, quando imballano, vendono o importano prodotti destinati al mercato europeo;
  • operatori logistici e di fulfilment, per le attività che svolgono direttamente sugli imballaggi.

Cosa cambia per un eCommerce

Per capire quali regole ti riguardano, conta soprattutto come arriva il prodotto, chi prepara l'imballaggio e da dove proviene.

Un eCommerce che acquista prodotti già confezionati da un fornitore europeo, ad esempio, può avere un ruolo diverso rispetto a chi importa gli stessi prodotti da un Paese extra-UE. Lo scenario cambia ancora se sei tu a preparare la spedizione, utilizzando scatole, materiali di riempimento o packaging con il tuo marchio.

La vendita online, inoltre, non esclude questi imballaggi dal campo di applicazione del PPWR: anche quelli utilizzati per preparare e consegnare gli ordini eCommerce rientrano nelle categorie previste dal regolamento.

Per individuare gli obblighi applicabili alla tua attività, conviene quindi ricostruire il percorso del packaging e verificare:

  1. chi produce i diversi componenti dell'imballaggio;
  2. da chi e da quale Paese vengono acquistati;
  3. chi confeziona o riempie l'imballaggio;
  4. quale marchio compare sul packaging;
  5. in quale mercato viene immesso;
  6. a chi spettano gli eventuali obblighi di responsabilità estesa del produttore (EPR).

Un'ultima precisazione riguarda le microimprese. Il regolamento prevede in alcuni casi esenzioni o semplificazioni, ma questo non significa che una piccola attività sia automaticamente esclusa dal PPWR. Bisogna verificare, di volta in volta, il singolo obbligo e il ruolo che l'impresa ricopre nella filiera.

Quali imballaggi usa un eCommerce e quali regole li riguardano

Quando pensiamo al packaging di un ordine online, la prima cosa che viene in mente è la scatola che arriva a casa del cliente. In realtà, quella scatola è spesso solo una parte dell’imballaggio utilizzato lungo il percorso.

A seconda del prodotto e del modo in cui viene preparato l’ordine, un eCommerce può utilizzare diverse tipologie di imballaggio:

  • imballaggio di vendita, cioè quello che contiene o protegge direttamente il prodotto;
  • imballaggio raggruppato, utilizzato per riunire più unità, come una confezione multipla o una fascetta;
  • imballaggio da trasporto, come scatole esterne, pallet, film estensibile e reggette utilizzati durante la movimentazione;
  • imballaggio eCommerce, necessario per preparare e spedire l’ordine al cliente;
  • materiali di protezione e riempimento, come carta, cuscini d’aria, chips o inserti sagomati;
  • imballaggi utilizzati per i resi, quando previsti nel processo di restituzione del prodotto.

Questo significa che, per prepararsi al PPWR, non basta controllare le scatole acquistate per le spedizioni. È utile partire da una fotografia completa di tutto il packaging utilizzato: dalla confezione del prodotto ai materiali aggiunti in magazzino, fino agli eventuali imballaggi destinati ai resi.

 

Se vuoi rivedere le basi, puoi partire dalla nostra guida sugli imballaggi per spedizioni e packaging eCommerce e dall'approfondimento su quali materiali scegliere per gli imballaggi.

Cosa cambia con il nuovo regolamento imballaggi PPWR

1. Gli imballaggi devono essere ridotti al minimo

Uno dei principi introdotti dal PPWR riguarda la riduzione degli imballaggi: dimensioni e peso devono essere adeguati a ciò che serve davvero per contenere, proteggere e trasportare il prodotto.

Ciò non significa scegliere sempre la scatola più piccola possibile. L'imballaggio deve continuare a proteggere la merce durante il trasporto e la movimentazione. Il punto è evitare tutto ciò che aggiunge volume senza una reale necessità: scatole molto più grandi del contenuto, doppie pareti non indispensabili, fondi falsi o spazio vuoto utilizzato soltanto per aumentare le dimensioni percepite della confezione.

Per gli eCommerce c'è poi una scadenza importante da tenere presente. Dal 2030, negli imballaggi raggruppati, da trasporto e per l'eCommerce riempiti dagli operatori economici, lo spazio vuoto non potrà superare il 50%. Nel calcolo va considerato anche lo spazio occupato dai materiali di riempimento.

Non basterà quindi guardare una scatola e stabilire se sembra troppo grande. Per valutare correttamente il packaging bisognerà considerare diversi elementi:

  • le dimensioni interne ed esterne della confezione;
  • la forma e l'ingombro del prodotto;
  • le protezioni necessarie per trasportarlo in sicurezza;
  • eventuali elementi utilizzati per mantenerlo fermo;
  • lo spazio che rimane effettivamente vuoto una volta preparato il pacco.

Ridurre il volume del pacco aiuta anche a contenere il peso volumetrico. Per questo è utile affiancare l'audit PPWR a un controllo sul calcolo del peso volumetrico del pacco.

2. La riciclabilità diventa un requisito di progettazione

Con il PPWR cambia anche il modo in cui bisogna valutare la riciclabilità di un imballaggio. Non basta che il materiale utilizzato sia teoricamente riciclabile: anche la struttura della confezione deve permetterne la raccolta, la selezione e il riciclo secondo i requisiti previsti dal regolamento.

L'introduzione delle nuove regole sarà graduale. Dal 2030 verranno introdotte specifiche classi di prestazione della riciclabilità; dal 2035 conterà anche la possibilità di riciclare gli imballaggi su larga scala, mentre dal 2038 sono previsti requisiti di prestazione più severi.

Entrando nel concreto, se utilizzi una scatola di cartone, ad esempio, dovrai considerare anche tutti gli elementi che la compongono o che vengono aggiunti durante il confezionamento, come:

  • colle e adesivi;
  • vernici e rivestimenti;
  • finestre trasparenti;
  • etichette;
  • laminazioni;
  • componenti difficili da separare;
  • combinazioni di materiali diversi.

Una confezione composta da un solo materiale, quindi, può avere caratteristiche molto diverse rispetto a una apparentemente simile ma con elementi aggiuntivi difficili da separare. La riciclabilità andrà valutata sull'imballaggio nel suo insieme, tenendo conto della sua struttura e dei criteri tecnici applicabili.

3. La plastica dovrà contenere materiale riciclato

Un altro fronte su cui interviene il PPWR riguarda gli imballaggi in plastica. Per diverse categorie vengono introdotte percentuali minime di contenuto riciclato, con requisiti che cambiano in base al tipo di imballaggio, alla destinazione d'uso e, in alcuni casi, al contatto con gli alimenti.

Per le aziende diventa quindi importante sapere con maggiore precisione che cosa contiene il packaging acquistato. Una generica indicazione come "plastica riciclata" o "packaging green" non è sufficiente per verificare la conformità.

Quando scegli o acquisti un imballaggio in plastica, è utile richiedere al fornitore informazioni precise su:

  • percentuale di materiale riciclato;
  • origine del materiale utilizzato;
  • categoria dell'imballaggio;
  • documentazione tecnica disponibile;
  • eventuali eccezioni applicabili;
  • compatibilità con i requisiti di sicurezza previsti per il prodotto.

L'attenzione deve essere ancora maggiore per alimenti, cosmetici, integratori e altri prodotti con particolari requisiti di sicurezza.

4. Alcune sostanze saranno limitate

Il PPWR interviene anche sulla presenza di determinate sostanze negli imballaggi, introducendo limiti specifici per ridurre l'esposizione a composti considerati problematici.

Tra gli aspetti da tenere sotto controllo ci sono, ad esempio, i PFAS negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti, per i quali il regolamento prevede limiti e condizioni specifiche.

Se operi nel settore alimentare o in altri comparti in cui l'imballaggio entra direttamente in contatto con il prodotto, conviene quindi verificare la composizione effettiva dei materiali utilizzati.

5. Riutilizzo e ricarica entrano nella progettazione

Il PPWR dedica spazio anche al riutilizzo degli imballaggi e ai sistemi di ricarica.

Per essere considerato realmente riutilizzabile, però, un imballaggio deve essere progettato per compiere più rotazioni e inserirsi in un sistema che ne permetta la raccolta, il controllo, il ricondizionamento e il successivo riutilizzo.

Per alcune categorie di imballaggi da trasporto, il regolamento introduce inoltre obiettivi progressivi di riutilizzo, che arrivano al 40% entro il 2030 e al 70% entro il 2040. Parliamo di requisiti legati a categorie e operatori specifici: non significa, quindi, che ogni eCommerce debba sostituire tutte le proprie scatole con imballaggi riutilizzabili.

Per chi decide di adottare questa soluzione, la vera questione è soprattutto organizzativa. Bisogna capire:

  • come far rientrare l'imballaggio;
  • chi si occupa della raccolta;
  • come verificarne le condizioni;
  • dove conservarlo tra un utilizzo e l'altro;
  • quante rotazioni può sostenere;
  • come gestire i costi della logistica inversa;
  • cosa fare quando non può più essere riutilizzato.

6. Etichette e informazioni dovranno essere più uniformi

Anche le informazioni presenti sugli imballaggi sono destinate a cambiare. Il PPWR punta infatti a rendere più uniformi in Europa le indicazioni sulla composizione del packaging e sulla corretta gestione dei rifiuti, così da facilitare la raccolta differenziata e ridurre le differenze tra un Paese e l'altro.

Il passaggio, però, sarà graduale. Modalità, caratteristiche delle etichette e relative scadenze dipendono anche dagli atti previsti per l'attuazione dei diversi requisiti.

Ad oggi, non è ancora il momento di modificare autonomamente tutte le etichette in previsione del PPWR. Al contrario, è importante continuare a verificare gli obblighi effettivamente applicabili ed evitare soprattutto due errori:

  • utilizzare simboli, claim ambientali o dichiarazioni che non possono essere dimostrati;
  • eliminare informazioni oggi richieste in Italia pensando che il nuovo regolamento europeo le abbia già sostituite.

Specifichiamo che il PPWR introduce un quadro comune europeo, ma questo non fa scomparire automaticamente gli adempimenti nazionali. L'etichettatura ambientale e la responsabilità estesa del produttore (EPR), ad esempio, possono continuare a comportare obblighi specifici nei singoli Paesi.

Come prepararti se gestisci un eCommerce

Il PPWR entrerà a regime attraverso scadenze progressive, ma questo non significa che convenga aspettare l'ultimo momento. Molte delle attività utili per prepararti riguardano semplicemente una migliore conoscenza del packaging già utilizzato e dei relativi flussi. Ecco i passi più importanti da seguire.

1. Fai un inventario degli imballaggi che utilizzi

Il primo passo è capire quanto e quale packaging entra realmente nella preparazione di un ordine. Non fermarti quindi alle scatole: considera tutti i materiali utilizzati, compresi:

  • scatole e buste;
  • nastri ed etichette;
  • materiali di riempimento;
  • protezioni interne;
  • pallet e film;
  • packaging del prodotto;
  • eventuali confezioni utilizzate per i resi.

Per ogni elemento può essere utile registrare materiale, peso, dimensioni, fornitore, quantità acquistate e destinazione d'uso. In questo modo avrai una base concreta da cui partire per individuare i formati o i materiali su cui potrebbe essere necessario intervenire.

2. Capisci qual è il tuo ruolo nella filiera

Gli obblighi non dipendono soltanto dal tipo di imballaggio, ma anche dal ruolo che la tua azienda ricopre nella filiera.

Vendere un prodotto già confezionato acquistato da un fornitore europeo, ad esempio, è diverso dall'importarlo da un Paese extra-UE. Allo stesso modo, possono cambiare le responsabilità se confezioni il prodotto con il tuo marchio o se aggiungi un ulteriore imballaggio per preparare la spedizione.

Se vendi in diversi Paesi, è utile distinguere anche i flussi in base al mercato di destinazione. Gli obblighi legati alla responsabilità estesa del produttore (EPR) e alle relative registrazioni possono infatti richiedere adempimenti differenti nei singoli Stati.

3. Misura quanto spazio utilizzi davvero

Per capire se il packaging è adeguato, le dimensioni riportate nel catalogo del fornitore raccontano solo una parte della storia. Meglio partire da un campione di ordini reali e osservare come vengono effettivamente preparati.

Puoi confrontare:

  • volume del prodotto e volume interno della scatola;
  • quantità di materiale protettivo utilizzato;
  • spazio che rimane vuoto;
  • peso reale e peso volumetrico;
  • eventuali danni o resi associati a quel formato.

Un pacco più piccolo è utile solo se continua a proteggere adeguatamente ciò che contiene. Se il nuovo formato aumenta danni, resi e sostituzioni, il risparmio di materiale rischia di trasformarsi in un costo maggiore altrove.

4. Rivedi i formati che utilizzi più spesso

Avere pochi formati standard semplifica il lavoro in magazzino, ma può creare un altro problema: prodotti molto diversi finiscono nella stessa scatola, con la necessità di riempire tutto lo spazio restante.

Non serve necessariamente moltiplicare il numero di confezioni. Può essere più efficace capire quali formati generano più spesso spazio inutilizzato e intervenire proprio su quelli.

Tra le possibilità da valutare ci sono:

  • introdurre qualche formato aggiuntivo per gli ordini più frequenti;
  • scegliere la confezione in base a dimensioni e fragilità del prodotto;
  • utilizzare scatole regolabili o ad altezza variabile;
  • ripensare gli inserti interni;
  • eliminare elementi decorativi che non hanno una funzione necessaria;
  • testare i nuovi formati su una parte degli ordini prima di estenderli all'intero catalogo.

Per gli aspetti più pratici puoi consultare anche la nostra guida su come imballare un pacco.

5. Chiedi ai fornitori informazioni più precise

Con il PPWR diventerà ancora più importante sapere esattamente come sono fatti gli imballaggi acquistati. Per questo vale la pena verificare fin da ora quali informazioni e documenti sono in grado di fornire i tuoi partner.

Tra quelli da raccogliere possono esserci:

  • schede tecniche;
  • dichiarazioni di conformità;
  • percentuale dichiarata di materiale riciclato;
  • informazioni sui materiali e sui diversi componenti;
  • indicazioni sul fine vita;
  • certificazioni pertinenti;
  • aggiornamenti in caso di modifica del prodotto.

Anche il modo in cui conservi queste informazioni conta. Collegare la documentazione alla relativa referenza o al codice dell'imballaggio rende molto più semplice recuperarla quando serve, invece di affidarsi a PDF sparsi tra cartelle ed email.

6. Verifica EPR e CONAI

Il nuovo regolamento non fa venir meno gli obblighi legati alla responsabilità estesa del produttore (EPR). A seconda del ruolo ricoperto, chi immette imballaggi sul mercato può essere tenuto a contribuire ai costi della loro raccolta, selezione e riciclo secondo le regole applicabili.

In Italia questo significa verificare anche gli eventuali adempimenti relativi al CONAI e alle filiere consortili, in funzione dell'attività svolta e degli imballaggi immessi sul mercato.

La questione diventa ancora più importante per gli eCommerce che vendono all'estero. Essere in regola in Italia non significa automaticamente esserlo negli altri mercati europei: gli adempimenti EPR vanno verificati anche nei Paesi in cui vengono venduti i prodotti.

7. Porta i dati del packaging anche nel gestionale

Peso, dimensioni e materiali degli imballaggi non servono soltanto all'ufficio acquisti. Sono informazioni che possono influire direttamente sull'efficienza delle spedizioni e sui relativi costi.

Dati aggiornati sul packaging possono essere utilizzati per:

  • scegliere il formato più adatto a ogni ordine;
  • calcolare correttamente peso reale e volumetrico;
  • controllare i costi di spedizione;
  • gestire meglio le scorte di imballaggi;
  • stimare l'impatto delle spedizioni;
  • mettere in relazione determinati formati con danni e resi.

In questo modo il lavoro di adeguamento al PPWR può diventare anche un'occasione per individuare inefficienze che oggi passano inosservate: scatole sovradimensionate, troppo riempitivo, formati poco utilizzati o packaging che aumenta inutilmente il peso volumetrico.

Come spedire pro by alsendo può aiutarti a gestire il cambiamento

Adeguarsi al PPWR è anche un modo per avere maggiore controllo sui dati e sui processi che accompagnano ogni spedizione, dalla preparazione dell'ordine fino alla consegna e all'eventuale reso.

Spedire pro by alsendo ti permette di gestire le spedizioni da un unico ambiente e lavorare con più corrieri, semplificando diverse attività operative:

  • confronto tra servizi e tariffe: puoi valutare le diverse opzioni in base alla destinazione e alle caratteristiche della spedizione;
  • generazione delle etichette: automatizzi parte delle attività necessarie per preparare gli ordini;
  • tracking centralizzato: segui le spedizioni dei diversi corrieri da un'unica interfaccia;
  • gestione dei resi: mantieni sotto controllo anche il percorso di rientro della merce;
  • dati operativi: utilizzi le informazioni sulle spedizioni per monitorare volumi, pesi e anomalie e individuare possibili inefficienze.

Specifichiamo che spedire pro by alsendo non certifica la conformità degli imballaggi al PPWR e non sostituisce una valutazione legale o ambientale. Possiamo però aiutarti a rendere più ordinata ed efficiente la gestione quotidiana delle spedizioni, mentre la tua azienda lavora sull'adeguamento del packaging e dei relativi processi.

Se vuoi centralizzare le spedizioni e avere più controllo sulle attività operative, scopri spedire pro by alsendo.