Quando si organizza una spedizione internazionale, uno degli aspetti che spesso genera più confusione riguarda i costi doganali: chi paga i dazi? Chi si occupa dell'IVA di importazione? Chi gestisce lo sdoganamento nel Paese di destinazione?
La risposta dipende dal modello scelto tra Duty Paid e Duty Unpaid, due approcci distinti alla gestione dei costi doganali nelle spedizioni internazionali extra-UE. Scegliere quello sbagliato può significare costi inattesi per il cliente, rifiuti di consegna, resi non necessari o una customer experience negativa che impatta direttamente sulla reputazione del brand.
In questa guida vediamo cosa significano Duty Paid e Duty Unpaid, quali sono le differenze pratiche tra i due modelli, quando conviene usare l'uno o l'altro e come evitare gli errori più comuni nelle spedizioni internazionali.
Duty Paid (letteralmente "dazi pagati") è il modello in cui il venditore o lo spedizioniere si fa carico di tutti i costi doganali legati all'importazione della merce nel Paese di destinazione. Il destinatario riceve il pacco senza dover pagare nulla di aggiuntivo: dazi, IVA di importazione e spese di sdoganamento sono già stati sostenuti da chi ha effettuato la spedizione.
Dal punto di vista logistico e fiscale, il modello Duty Paid viene spesso associato all'Incoterm DDP (Delivered Duty Paid), che prevede che il venditore sia responsabile della merce fino alla consegna nel luogo concordato, inclusi tutti gli oneri doganali e fiscali del Paese di importazione.
I vantaggi di questo modello per il destinatario sono evidenti:
Per il venditore, il Duty Paid richiede una gestione più attenta dei costi doganali e una conoscenza approfondita delle normative fiscali del Paese di destinazione, ma permette di offrire un servizio più competitivo e professionale, soprattutto nei mercati B2C.
Duty Unpaid ("dazi non pagati") è il modello opposto: il venditore si occupa del trasporto fino al Paese di destinazione, ma le spese doganali (dazi, IVA di importazione, eventuale gestione doganale) vengono addebitate al destinatario al momento dell'arrivo.
In questo caso è il compratore o il destinatario finale a dover pagare le imposte doganali prima o durante la consegna del pacco. Se non è informato o non è disposto a farlo, può rifiutare la consegna o non ritirare il pacco, con conseguenti resi e costi aggiuntivi per il mittente.
Il modello Duty Unpaid corrisponde all'Incoterm DAP (Delivered At Place) negli standard attuali. In passato veniva spesso indicato anche con il termine DDU (Delivered Duty Unpaid), oggi non più utilizzato nella classificazione ufficiale degli Incoterms 2020, ma ancora presente nel linguaggio commerciale e nelle comunicazioni dei corrieri.
Questo modello viene utilizzato principalmente quando:
La differenza principale tra i due modelli riguarda chi si fa carico dei costi doganali e chi gestisce le pratiche di sdoganamento nel Paese di destinazione. Le implicazioni pratiche vanno ben oltre la semplice questione economica: edi
|
Duty Paid |
Duty Unpaid |
|
|
Chi paga i dazi |
Il venditore / mittente |
Il destinatario |
|
Chi paga l'IVA di importazione |
Il venditore / mittente |
Il destinatario |
|
Spese di sdoganamento |
Incluse nel costo di spedizione |
A carico del destinatario |
|
Esperienza del destinatario |
Semplice, nessuna sorpresa |
Può ricevere richieste di pagamento inattese |
|
Rischio di rifiuto consegna |
Molto basso |
Più elevato se il destinatario non è informato |
|
Complessità operativa |
Maggiore per il mittente |
Minore per il mittente |
|
Ideale per |
eCommerce B2C, marketplace |
B2B, importatori professionali |
Come si vede, non esiste un modello universalmente migliore: la scelta dipende dal contesto commerciale, dal tipo di destinatario e dal livello di controllo che si vuole mantenere sull'esperienza di consegna.
Quando conviene scegliere Duty Paid
Il modello Duty Paid è generalmente la scelta più indicata in tutti i contesti in cui la customer experience ha un peso rilevante, in particolare nelle vendite eCommerce verso consumatori finali (B2C) e nelle spedizioni verso marketplace internazionali.
I principali scenari in cui il Duty Paid conviene sono:
Scegliere il Duty Paid comporta un maggiore impegno operativo e la necessità di calcolare preventivamente i costi doganali da includere nel prezzo di vendita, ma rappresenta un investimento sulla qualità del servizio offerto. Per approfondire la gestione delle spedizioni extra-UE, puoi consultare la nostra guida su spedizioni UE e extra-UE.
Il modello Duty Unpaid è più adatto ai contesti B2B e alle relazioni commerciali in cui il destinatario è un professionista o un'azienda che gestisce autonomamente le proprie procedure doganali.
I principali scenari in cui il Duty Unpaid conviene sono:
In ogni caso, anche quando si sceglie il Duty Unpaid, è fondamentale comunicare chiaramente al destinatario che potranno esserci costi aggiuntivi al momento della consegna, per evitare rifiuti e incomprensioni.
Duty Paid e Duty Unpaid non sono termini tecnici ufficiali degli Incoterms, ma vengono spesso utilizzati nel linguaggio commerciale e logistico per descrivere due condizioni di resa che corrispondono a specifici Incoterms.
Gli Incoterms (International Commercial Terms) sono un insieme di regole standardizzate pubblicate dalla Camera di Commercio Internazionale (ICC) che definiscono le responsabilità di venditore e acquirente nelle transazioni commerciali internazionali. Gli Incoterms 2020 sono la versione attualmente in vigore.
Il modello Duty Paid corrisponde all'Incoterm DDP (Delivered Duty Paid):
Il modello Duty Unpaid corrisponde all'Incoterm DAP (Delivered At Place):
Conoscere il corretto Incoterm da applicare è importante anche per la documentazione doganale. Puoi trovare informazioni utili sulla documentazione nelle spedizioni internazionali nella nostra guida su come compilare la fattura commerciale.
Uno degli aspetti più pratici che distingue Duty Paid e Duty Unpaid riguarda la gestione concreta di IVA, dazi doganali e spese di sdoganamento. Entrando nel concreto:
Nella pratica delle spedizioni internazionali, alcuni errori nella gestione di Duty Paid e Duty Unpaid possono causare problemi seri: rifiuti di consegna, costi non previsti, dispute commerciali e danni alla reputazione del brand. Vediamo insieme i più comuni:
Gestire spedizioni internazionali in modalità Duty Paid o Duty Unpaid richiede coordinamento tra corrieri, documentazione doganale, tracking e una conoscenza aggiornata delle normative fiscali dei Paesi di destinazione. Quando i volumi crescono, crescono anche la complessità operativa e il rischio di errori.
In questo contesto, spedire pro by alsendo aiuta aziende ed eCommerce a centralizzare la gestione delle spedizioni estere da un'unica piattaforma, semplificando le attività operative legate alla logistica internazionale:
Se vuoi saperne di più su spedire pro by alsendo, inizia da qui.
Duty Paid è un modello di spedizione internazionale in cui il venditore o il mittente si fa carico di tutti i costi doganali legati all'importazione della merce nel Paese di destinazione: dazi, IVA di importazione e spese di sdoganamento. Il destinatario riceve il pacco senza dover effettuare pagamenti aggiuntivi.
Duty Unpaid è il modello opposto: il venditore si occupa del trasporto fino al Paese di destinazione, ma i costi doganali (dazi, IVA, spese di sdoganamento) vengono addebitati al destinatario al momento della consegna o prima del ritiro del pacco dalla dogana.
Con il Duty Paid, il venditore o il mittente anticipa e paga tutti i dazi doganali e l'IVA di importazione nel Paese di destinazione. Il costo di questi oneri è solitamente incluso nel prezzo di vendita o nel costo della spedizione comunicato al cliente.
Sì, nella pratica il Duty Paid corrisponde all'Incoterm DDP (Delivered Duty Paid). Il DDP prevede che il venditore sia responsabile della merce e di tutti i costi, inclusi dazi e IVA di importazione, fino alla consegna nel luogo concordato nel Paese di destinazione.
Sì, il Duty Unpaid corrisponde all'Incoterm DAP (Delivered At Place) nella terminologia attuale degli Incoterms 2020. In passato veniva indicato anche come DDU (Delivered Duty Unpaid), un termine ora superato ma ancora presente nel linguaggio di molti corrieri e operatori logistici.