Tassa sui piccoli pacchi: come funziona il contributo di 2 euro
Se gestisci un eCommerce e acquisti prodotti da fornitori extra UE, dal 1° dicembre 2026 c’è un costo in più da mettere a budget.
Parliamo del contributo di 2 euro sulle spedizioni provenienti da Paesi extra UE con un valore dichiarato non superiore a 150 euro. Il contributo, che ha fatto e fa ancora molto discutere, è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 per coprire le spese amministrative legate ai controlli doganali.
La misura interessa parecchio il commercio online, non solo perché una buona parte dei piccoli pacchi internazionali nasce proprio da acquisti eCommerce, ma perché per chi importa con continuità 2 euro moltiplicati per centinaia o migliaia di spedizioni iniziano a essere una voce da considerare nei costi.
Vediamo quindi quali spedizioni rientrano nel contributo e, soprattutto, cosa cambia se vendi online.
Cos’è il contributo di 2 euro sui piccoli pacchi
La cosiddetta “tassa sui piccoli pacchi” è in realtà un contributo per le spese amministrative doganali.
L’importo è di 2 euro per spedizione e si applica quando:
- il pacco arriva da un Paese extra UE;
- il valore dichiarato è pari o inferiore a 150 euro;
- la merce viene dichiarata per l’importazione definitiva.
Per un eCommerce, quindi, il caso da tenere d’occhio è abbastanza semplice: acquisti o fai arrivare merce di basso valore da fuori dall’Unione europea? Queste spedizioni potrebbero rientrare nella nuova misura.
La soglia dei 150 euro è già familiare a chi lavora con il commercio elettronico internazionale, perché ricorre anche nella disciplina IOSS. Se vuoi approfondire, trovi qui la nostra guida su IOSS e regime IVA per eCommerce.
Quando entra in vigore la tassa sui pacchi
Parlando di date in cui la tassa sui piccoli pacchi dovrebbe entrare in vigore, è facile fare confusione, perché nel corso del 2026 la data è cambiata più volte.
Secondo l’ultimo aggiornamento che stiamo considerando, l’art. 4 del Decreto n. 162/2026 ha spostato l’avvio del contributo dal 1° ottobre al 1° dicembre 2026.
Se gestisci acquisti e approvvigionamenti per il tuo store, quindi, la data da segnare è il 1 dicembre 2026.
Da quel momento il nuovo costo dovrà entrare anche nelle valutazioni sulle importazioni di piccolo valore.
Quali eCommerce sono interessati?
Il caso più evidente è quello di un eCommerce che acquista prodotti da fornitori extra UE e li fa arrivare in Italia con singole spedizioni di valore contenuto, ma non è l’unico.
Pensa, per esempio, a chi:
- acquista piccoli lotti o componenti da fornitori extra UE;
- gestisce un modello di dropshipping con merce spedita direttamente da Paesi terzi;
- vende prodotti provenienti da marketplace o fornitori internazionali;
- importa campioni, ricambi o altre merci di valore contenuto;
- riceve con frequenza spedizioni B2B inferiori alla soglia dei 150 euro.
I chiarimenti dell’Agenzia delle Dogane richiamati dalla norma specificano infatti che il contributo non riguarda soltanto gli acquisti B2C. Può applicarsi anche alle spedizioni B2B e, più in generale, prescinde dalla tipologia di transazione commerciale sottostante.
Per un merchant la domanda utile diventa quindi: quante spedizioni extra UE sotto i 150 euro entrano oggi nel mio flusso?
Quanto può incidere sul tuo eCommerce?
Preso da solo, un contributo di 2 euro può sembrare poca cosa.
Il discorso cambia se il tuo modello di approvvigionamento genera molti piccoli invii.
| Spedizioni interessate | Contributo | Costo complessivo |
|---|---|---|
| 100 | 2 € | 200 € |
| 1.000 | 2 € | 2.000 € |
| 10.000 | 2 € | 20.000 € |
Chiaramente sono esempi puramente matematici, ma fanno capire il punto.
Se importi 10 pacchi l’anno, probabilmente non cambia molto. Se il tuo eCommerce lavora con migliaia di piccole spedizioni provenienti da fuori UE, vale invece la pena rivedere i conti.
Il nostro consiglio, oltre ai 2 euro, è di fare un calcolo complessivo che prenda in esame anche trasporto, IVA, eventuali dazi, costi di sdoganamento e tutte le altre voci che incidono sul margine.
Nella nostra guida sui costi di un eCommerce trovi un approfondimento sulle principali spese da mettere a budget.
I 2 euro sostituiscono IVA e dazi?
No, e per un eCommerce questa distinzione è importante.
Il contributo di 2 euro è una voce specifica collegata alle spese amministrative doganali. Non assorbe automaticamente gli altri costi che possono nascere quando importi un prodotto.
A seconda dell’operazione possono subentrare quindi costi ulteriori, come:
- IVA all’importazione;
- eventuali dazi;
- contributo di 2 euro;
- eventuali costi legati alle operazioni di sdoganamento;
- costo del trasporto.
Se importi regolarmente merce per il tuo store, trovi una panoramica più completa nella guida sull’IVA import/export per eCommerce.
Rimane importante anche classificare correttamente ciò che stai importando. L’HS Code, per esempio, serve a identificare la merce ai fini doganali e non cambia con l’introduzione del nuovo contributo.
Cosa conviene controllare prima di dicembre
Se il tuo eCommerce acquista da fornitori extra UE, non consigliamo di aspettare dicembre per capire se la misura ti riguarda.
Al contrario, può essere utile partire dai dati degli ultimi mesi per controllare:
- quante spedizioni ricevi da Paesi extra UE;
- quante hanno un valore dichiarato fino a 150 euro;
- con quali fornitori lavori più spesso;
- se ricevi tanti piccoli invii anziché spedizioni consolidate;
- quanto incidono già oggi trasporto e dogana sul costo del prodotto;
- chi gestisce concretamente l’importazione e lo sdoganamento.
Potresti scoprire, per esempio, che lo stesso fornitore ti invia numerosi piccoli pacchi durante il mese. A quel punto ha senso rifare i conti sul modello di approvvigionamento nel suo complesso, non semplicemente aggiungere 2 euro al costo del singolo ordine.
Oltre a questo, è sempre importante controllare anche la parte documentale.
Descrizione della merce, valore, classificazione e documenti devono essere corretti. Se hai dubbi su cosa allegare, puoi partire dalla nostra guida su quando serve la fattura proforma per spedire e dalla guida ai codici doganali.
Gli errori in questa fase possono portare a ritardi, controlli o problemi ben più costosi dei 2 euro. Abbiamo raccolto i casi principali nell’approfondimento sulle sanzioni doganali e le cause più comuni.
E se il mio eCommerce vende fuori dall’UE?
Se il tuo store è in Italia e spedisci un ordine a un cliente negli Stati Uniti, per esempio, non devi aggiungere automaticamente questi 2 euro alla spedizione.
Il contributo di cui stiamo parlando riguarda infatti le piccole spedizioni provenienti da Paesi extra UE e importate, non qualsiasi pacco internazionale.
Quando vendi fuori dall’Unione europea devi comunque fare i conti con dogana, documentazione e regole del mercato di destinazione. Se vendi negli Stati Uniti, trovi qui la nostra guida su come spedire in America.
E se vuoi stabilire chi sosterrà dazi e imposte all’arrivo, vale la pena conoscere anche la differenza tra Duty Paid e Duty Unpaid.
Come organizzare meglio le spedizioni del tuo eCommerce
La tassa di 2 euro nasce in dogana e non dipende dalla piattaforma che utilizzi per spedire.
Quello su cui puoi lavorare è invece la gestione quotidiana delle spedizioni del tuo store.
Con spedire by alsendo puoi confrontare le soluzioni disponibili per le tue spedizioni, acquistare il servizio online e seguirne il tracking da un unico ambiente.
Se devi spedire fuori dall’Italia, inserisci sempre correttamente peso, dimensioni, destinazione e informazioni sul contenuto. Puoi partire anche da un preventivo per la spedizione del pacco.
Se invece il tuo eCommerce gestisce volumi più elevati e lavora con più corrieri, spedire pro by alsendo permette di centralizzare la gestione delle spedizioni e ridurre diversi passaggi manuali. È particolarmente utile quando il problema non è più “spedire un pacco”, ma gestire ogni giorno decine o centinaia di ordini senza moltiplicare il lavoro operativo.
Domande frequenti
La tassa di 2 euro riguarda anche gli eCommerce?
Sì. La misura può riguardare direttamente gli eCommerce che acquistano o importano prodotti da Paesi extra UE, quando la singola spedizione ha un valore dichiarato non superiore a 150 euro e rientra nelle condizioni previste dalla norma.
Il contributo vale anche per gli acquisti B2B?
Sì. Il contributo non è limitato agli acquisti effettuati dai consumatori sui marketplace extra UE.
Secondo i chiarimenti ADM richiamati sulla misura, può riguardare anche le spedizioni destinate a operatori commerciali, comprese quelle relative ad acquisti B2B effettuati presso fornitori esteri o attraverso piattaforme di commercio elettronico.
Per un eCommerce che si rifornisce fuori dall’Unione europea, quindi, la nuova misura va considerata anche quando la merce acquistata è destinata alla successiva rivendita.
Se faccio dropshipping, devo considerare il contributo di 2 euro?
Potenzialmente sì, ma dipende da come è organizzato il flusso.
Se il fornitore si trova fuori dall’UE e spedisce direttamente il prodotto verso il mercato europeo, bisogna verificare valore della spedizione e modalità con cui la merce viene importata. Il fatto di utilizzare un modello dropshipping non crea, da solo, un’esenzione.
Per chi lavora in dropshipping sarà quindi importante capire chi gestisce l’importazione e come vengono trattati eventuali costi doganali. Sono aspetti che incidono non soltanto sui margini dello store, ma anche sull’esperienza del cliente al momento della consegna.
I 2 euro comprendono anche IVA e dazi?
No. Contributo di 2 euro, IVA ed eventuali dazi sono voci diverse.
Il contributo serve a coprire le spese amministrative doganali previste dalla misura. Non sostituisce quindi l’IVA all’importazione e non elimina gli eventuali altri oneri applicabili alla merce.
Quando calcoli il costo di un prodotto acquistato fuori dall’UE, evita quindi di considerare soltanto prezzo del fornitore e trasporto. A seconda dell’operazione possono entrare in gioco anche IVA, eventuali dazi, costi di sdoganamento e il nuovo contributo.
Per approfondire puoi leggere la nostra guida sull’IVA import/export per eCommerce.
Il contributo si applica a ogni prodotto oppure a ogni spedizione?
La misura prevede un contributo di 2 euro per spedizione, non semplicemente per ogni articolo acquistato.
Per un eCommerce è una distinzione importante: se il tuo modello di approvvigionamento genera molti piccoli invii separati da fornitori extra UE, l’impatto può essere molto diverso rispetto a una gestione basata su spedizioni meno frequenti e più consistenti.
Per questo, prima dell’entrata in vigore, può essere utile analizzare non soltanto il valore della merce importata, ma anche il numero effettivo di spedizioni sotto i 150 euro che ricevi durante l’anno.
Cosa succede se il valore della spedizione supera i 150 euro?
Il contributo di 2 euro descritto in questa guida riguarda le spedizioni con valore dichiarato pari o inferiore a 150 euro.
Se la spedizione supera questa soglia, non rientra nell’ambito di questo specifico contributo.
Se vendo dall’Italia a clienti extra UE devo aggiungere 2 euro alle mie spedizioni?
No. La misura di cui parliamo riguarda le spedizioni provenienti da Paesi extra UE e importate, non i pacchi che un eCommerce italiano invia verso Paesi terzi.
Se vendi dall’Italia negli Stati Uniti, nel Regno Unito o in un altro mercato extra UE, dovrai comunque gestire documentazione e procedure doganali previste per l’esportazione e per il Paese di destinazione, ma non devi aggiungere automaticamente questo specifico contributo di 2 euro.
Per esempio, se vendi negli USA puoi consultare la nostra guida su come spedire in America.
Da quando entra in vigore la tassa di 2 euro?
In base all’ultimo aggiornamento normativo riportato nelle informazioni utilizzate per questa guida, l’applicazione del contributo è stata spostata dal 1° ottobre al 1° dicembre 2026.
La data è stata modificata più volte nel corso dell’anno, ed è per questo che online è ancora possibile trovare riferimenti a scadenze precedenti.